I Corsi

East Kombat System - Wing Chun Tradizionale

Il substrato, la piattaforma di combattimento sulla quale ogni disciplina della SIDP si innesta è il Wing Chun, l’Arte Marziale Tradizionale. Marziale è ciò che nasce e si sviluppa dall’ineluttabile necessità di dover fronteggiare una guerra, un conflitto, qualunque sia la forma in cui esso si manifesti. Arte implica il padroneggiarne i principi, non solo la tecnica, non solo avere, ma essere la conoscenza che di quella disciplina è propria. Tradizionale è ciò che affonda le proprie radici nel passato da cui si è originato. Trae linfa dalla cultura di quel luogo e di quel tempo, e da essa prende forma e sostanza.

L’efficiente, sinergica fusione che si ha nell’Arte di ragione, intuizione e sentire conduce ad uno sviluppo, ad un’affinazione incessante volta ad un fine preciso: incrementare il livello di efficienza dell’azione, e quindi il potenziale del Guerriero in battaglia.

L’addestramento prevede sempre un lavoro su almeno due livelli, fisico e mentale, poiché è essenziale comprendere la ragione di ogni singolo esercizio e di come esso possa svolgere funzione utile nell’ambito della pratica. Ogni singolo gesto sviluppato ha, potenzialmente, applicazione marziale. Nella cultura dell’antica Cina, lo Shen, lo spirito, è il padrone ed il corpo è il servitore. La comprensione dello scopo dell’azione conduce ad una sua più corretta esecuzione, che viene riconosciuta come più efficiente dal corpo e conseguentemente dal cervello, innescando una spirale evolutiva in cui ogni ciclo inizia da un livello superiore rispetto al precedente.

Le forme tradizionali, insieme di movimenti stilizzati, divengono vive nella misura in cui in esse vengono fatti vivere i principi che dell’atto marziale sono l’afflato vitale. Dinamico ed efficiente banco di memoria, accendono continui percorsi mentali di collegamento tra ciascun gesto ed i suoi innumerevoli significati, tanto più rivelati quanto maggiore è il livello di comprensione e consapevolezza di colui che le interpreta. Nel suo significato profondo, la forma è dunque manifestazione su questo piano di esistenza di quel che si è riconosciuto, e che si è.

East Kombat System - Thunder Defence

Il Tradizionale ha la sua ragion d’essere in guerra. Su un campo di battaglia. Dove aver pietà per il nemico significa non averne per se stessi. Nella moderna quotidianità dei paesi occidentali lo scenario è diverso, così come diverse sono le dinamiche mediante le quali gli onnipresenti elementi potenzialmente ostili si manifestano. Ed estremamente differenti sono le esigenze di una madre di famiglia che per motivi di lavoro rincasi a tarda sera, da sola, e di un guerriero pronto a dare la propria vita affinché altri possano continuare a vivere.

La necessità primaria della difesa personale è evitare che quella madre possa trovarsi in situazione di pericolo. Un approccio all’argomento che risulti davvero efficace in tal senso inizia quindi dal considerare tutti gli aspetti che in successione temporale, attraverso stringenti nessi di causa ed effetto, possono determinare o meno il materializzarsi di una minaccia fisica. L’obiettivo è il rendersi, anche potenzialmente, un bersaglio difficile, e quindi quello di insegnare al praticante a mettere in atto manovre strategiche e tattiche volte a conseguire quello che è il risultato ottimale nell’ambito della difesa personale: il non esserci.

Imprescindibile la conoscenza di elementi quali la tipologia delle aggressioni, i rituali di attacco, gli effetti dell’adrenalina, gli inganni cui uno o più aggressori possono sottoporre quella che percepiscono essere, da predatori, una possibile vittima e, non ultime, le conseguenze penali cui un’azione condotta senza un adeguato livello di consapevolezza potrebbe condurre. 

Un simile studio rende indispensabile l’implementazione di un opportuno teatro di simulazione, in cui far vivere principi che consentano di rappresentare in modo più veritiero possibile una realtà che è per sua natura multiforme e mutevole, e quindi mai riproducibile. Innumerevoli le situazioni di pericolo che possono concretizzarsi, altrettanto innumerevoli le modalità con cui un attacco materiale può essere portato. Impossibile pensare di poter adottare un metodo esaustivo di difesa che si basi sul concetto del fare “questo” contro “quello”. Occorre sviluppare un sistema di combattimento in cui, grazie alla comprensione di principi universali, per loro natura immutabili, poter adattare la propria azione a quella messa in atto dall’aggressore.

Solo quando lo scontro appare, da opportuna analisi degli elementi discriminatori, inevitabile, e nemmeno il ritirarsi, in cui nulla v’è di disonorevole, sembra possibile, le capacità acquisite durante le intense ore di addestramento pongono il praticante in grado di intraprendere l’unica azione efficace: neutralizzare la minaccia nel più breve tempo possibile.

Art Of Stick - Art Of Knife

L’idea della SIDP è quella di realizzare una piattaforma di combattimento, un sistema integrato che consenta al praticante di adottare, adattandosi all’ambiente in cui si trova ad agire, l’arma più confacente al momento ed alle circostanze.

L’osservazione della realtà quotidiana presentata dalle cronache mostra come estremamente diffuse siano le aggressioni perpetrate con oggetti, contundenti e sovente da taglio e da punta. Non è verosimile ritenere che sia possibile difendersi efficacemente da simili armi senza conoscerne il funzionamento ed i principi di utilizzo. Da questa riflessione nascono lo studio del bastone e del coltello nel percorso didattico. Prolungamento ideale del proprio corpo, un’arma amplifica il proprio potenziale offensivo, mettendo al contempo in risalto la necessità di sviluppare ogni azione nel rigoroso rispetto di principi tattici e di gestione del corpo: un errore, non importa se piccolo o grande, comporta un danno sovente letale.

La consapevolezza di maneggiare un’arma induce nel praticante la ricerca di un livello di attenzione e concentrazione maggiore di quanto normalmente non accada nell’addestramento a mani nude. Ma è proprio da tale approfondimento che si rafforza l’idea di come l’Uno sia nel Tutto, e di come la reale pericolosità nasca dalle capacità fisiche e mentali di ciascuno, più che dall’utilizzo o meno di un’arma, che può divenire a seconda dei casi inutile fardello o risolutiva risorsa.

Le modalità di gestione dei diversi tipi di armi, bastone o coltello, lunghe o corte, da botta o da taglio, cessano di essere considerate disgiunte, separate, ma divengono semplicemente diversi aspetti, altri punti di vista dell’unica realtà possibile, che rende al Guerriero la dignità che gli è propria, di professionista in grado di gestire nel modo più efficiente ed efficace ogni tipo di situazione sia chiamato a fronteggiare, utilizzando l’arma che istante per istante, nel rispetto del principio di eterno mutamento ed evoluzione di tutte le cose, egli ritenga essere la più adatta.

Tactical Shooting

Dal proposito di sviluppare una Scuola di Arti Marziali che svolga la propria funzione utile nell’attualità del mondo reale in cui essa di colloca nasce il settore del Tactical Shooting della SIDP.

Lo scopo è quello di fornire agli operatori del settore della sicurezza ad ogni livello la possibilità di implementare una piattaforma di combattimento su cui innestare le proprie conoscenze specifiche e settoriali. Nessuna volontà quindi di sovrapporsi o sostituire il prezioso bagaglio di conoscenza ed esperienza degli operatori della sicurezza già formati, ma il proposito integrarlo in modo armonico e costruttivo, così da incrementare efficienza, efficacia e margini di sicurezza del praticante all’interno dei più multiformi teatri operativi.